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I giovani e il mercato del lavoro. Le criticità della transizione dall'istruzione al lavoro e il programma Youth Guarantee

Attraverso i dati ricavati dall'indagine campionaria sulle forze di lavoro dell'ISTAT, dalla banca dati sulle Comunicazioni Obbligatorie (CO) del Ministero del Lavoro e da Eurostat, la ricerca individua le cause principali riguardanti la ridotta partecipazione dei giovani al mercato del lavoro, analizzando le politiche che possono migliorare l'occupazione giovanile, anche con il contributo di specifiche iniziative comunitarie. La popolazione europea in età compresa tra 15 e 29 anni risulta, a gennaio 2012, pari a 92 milioni di persone, 9 milioni delle quali (o il 10,3% del totale) residenti in Italia; la relativa incidenza sul totale complessivo risulta in costante diminuzione, soprattutto nel nostro Paese, in Spagna, in Germania, in Francia e nel Regno Unito.
Ne consegue che uno dei risultati più significativi della diminuzione del numero dei giovani in Europa, considerato assieme all'aumento della speranza di vita media, è l'invecchiamento costante della popolazione complessiva e l'aumento dell'indice di dipendenza degli anziani. Tale calo è stato solo in parte compensato dalla crescita dei flussi migratori che hanno consentito un saldo naturale in crescita di 0,4 milioni di persone (dati 2011).
Analizzando per titolo di studio la componente giovanile presente in Italia, emerge una maggiore incidenza di giovani in possesso della sola licenza media, contestualmente ad una percentuale di laureati tra le più basse nei Paesi membri (10,5%, una delle cui cause deriva dal modesto numero di studenti iscritti a corsi d'istruzione terziaria non universitaria e in particolare agli istituti tecnici superiori). Si tratta di un fattore critico, soprattutto nell'attuale scenario congiunturale internazionale, in quanto il basso livello di capitale umano italiano, si associa ad una minore innovatività e competitività generale: la bassa partecipazione dei giovani all'occupazione, va quindi ricercata nel deficitario sistema scolastico e formativo.
Analizzando quindi in profondità l'andamento del mercato del lavoro in Italia, dalla ricerca emerge che, malgrado l'incidenza dei disoccupati fino a 29 anni sia la stessa degli altri principali Paesi dell'Unione, il tasso di disoccupazione giovanile è tra i più elevati (terzo solo dopo la Spagna e la Grecia), con percentuali drammatiche soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, soprattutto per via dell'alto livello di inattività. Nel nostro Paese più della metà dei giovani che vorrebbero lavorare (quasi 1,2 milioni di persone) non riesce a trovare un'occupazione; altra anomalia rispetto al resto d'Europa è quella dell'alta quota di forze di lavoro potenziali, costituita in prevalenza da giovani che non cercano lavoro attivamente, ma che vorrebbero lavorare immediatamente se si presentasse l'occasione.
Complessivamente, nel 2012 sono stati attivati circa 2,8 milioni di rapporti di lavoro per i giovani fino a 29 anni di età, a fronte di 2,5 milioni di cessazioni, con una domanda di lavoro dipendente e parasubordinato pari al 27% del totale. Manca però il ricorso all'apprendistato, rispetto alla notevole incidenza delle collaborazioni a progetto (di breve durata), in un quadro di posizioni professionali ricoperte poco qualificate.
In questo scenario, l'iniziativa comunitaria recentemente avviata, relativa alla "Garanzia per i Giovani", va ad intercettare una platea sostanzialmente ridotta di beneficiari (escludendo alcuni sottogruppi di NEET e i "veri" inattivi), pari a circa 900 mila persone, il 32% delle quali ha già avuto un contatto con un Centro per l'impiego, la cui scarsa efficacia non dipende dall'esiguo ammontare delle risorse economiche a disposizione, ma dal loro utilizzo. Occorrerebbe pertanto non solo utilizzare, e meglio, gli stanziamenti comunitari messi a disposizione, ma soprattutto creare un'Agenzia nazionale di riferimento che garantisca su tutto il territorio più alti standard di qualità e gestisca le politiche anche con il rafforzamento della collaborazione con gli operatori privati a cui affidare quote di disoccupati da ricollocare nel mercato del lavoro.

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Soggetto emanante: Italia Lavoro
Autore: Roberto Cicciomessere Maurizio Sorcioni
Data: 22-07-2013
Tipologia: Studi e ricerche
Parole chiave: fondi strutturali   fse   giovani   tipologie contrattuali   centri per l'impiego   apprendistato   forze di lavoro potenziali   politiche di contrasto alla crisi   politiche attive del lavoro   cassa integrazione guadagni  

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